L’Abbazia di Farfa, si trova a breve distanza dal nostro Agriturismo
L’Abbazia di Farfa si trova a non più di 10 minuti di auto dalla Residenza Degli Oleandri. Si lascia l’auto al parcheggio fuori del piccolo centro abitato e procedendo a piedi, passo dopo passo, si viene portati indietro come in una macchina del tempo. Qui a seguire vi diamo alcuni cenni storici e le informazioni base per la visita.
L’Abbazia di Farfa fu fondata nel V secolo da san Lorenzo Siro, giunto in Italia dalla Siria con la sorella Susanna ed altri monaci.

La prima abbazia fu costruita nei pressi di un tempio pagano, dedicato alla dea Vacuna, e di una villa romana in rovina. Appena costruita, distrutta dai Longobardi verso la fine del VI secolo, secondo la leggenda fu ricostruita nel 705 da Tommaso di Moriana, proveniente da Gerusalemme. Da quel momento iniziò lo sviluppo dell’abbazia che si ingrandì con nuovi fabbricati e diventò sempre più ricca per le rinnovate piantagioni di olivi e la bonifica di molte terre circostanti. L’abbazia crebbe in importanza e considerazione e ricevette elargizioni, privilegi, esenzioni, da parte di imperatori e papi e diventa così una vera potenza interposta fra il patrimonio di Pietro ed il Ducato di Spoleto. Farfa era un’abbazia imperiale, svincolata dal controllo pontificio ma vicinissima alla Santa Sede, tant’è vero che il suo abate era a capo di una diocesi suburbicaria (quella attualmente confluita nella diocesi Sabina-Poggio Mirteto ne è solo una parte, visto che in origine essa seguiva l’orografia appenninica fino a lambire i territori del primo nucleo territoriale pontificio, quello che Liutprando ricavò dal “corridoio bizantino” con la donazione di Sutri). Nel momento più alto della sua potenza l’abbazia controllava 600 tra chiese e conventi, 132 castelli o piazzeforti e 6 città fortificate, per un totale di più di 300 villaggi: si diceva che l’abate facesse ombra alla potenza del papa, ma in realtà il suo potere era quello di un vero e proprio legatario imperiale incaricato della difesa del Lazio e della rappresentanza degli interessi imperiali presso la Santa Sede. Uomini colti, degni e devoti, si succedettero alla direzione dell’abbazia, come ad esempio l’abate Sicardo, parente di Carlo Magno. Durante il regno di Carlo Magno, l’abbazia ebbe il massimo sviluppo edilizio, che ne modificò così tanto la struttura originale che solo di recente è stato possibile ricostruirla. In pochi decenni divenne uno dei centri più conosciuti e prestigiosi dell’Europa medievale; Carlo Magno stesso, poche settimane prima di essere incoronato in Campidoglio il 25 dicembre 800, visitò l’abbazia e vi sostò. Per comprendere ‘importanza economica di Farfa basti pensare che nel terzo decennio del IX secolo, sotto l’abate Ingoaldo, essa possedeva una nave commerciale esentata dai dazi dei porti dell’impero carolingio La penetrazione dei Saraceni – dopo sette anni di resistenza delle milizie agli ordini del capitolo del monastero – indusse l’Abate Pietro I ad abbandonare Farfa; l’Abbazia fu presa e incendiata. Uno dei tre gruppi di monaci fuggiaschi, trovò riparo a Roma. Restò traccia della presenza dei monaci nell’insula francese di Roma: nei pressi della chiesa di San Luigi dei Francesi e nei luoghi che avevano ospitato le Terme di Nerone furono ritrovate – durante i lavori di restauro dei sotterranei di palazzo Madama, ad opera
dell’amministrazione del Senato alla fine degli anni Ottanta del XX secolo – tracce di un cimitero appartenente al capitolo degli abati di Farfa. Passato il pericolo il capitolo tornò a Farfa sotto la guida di Ratfredo che, divenuto Abate, nel 913 completò la chiesa. Con la decadenza dell’Impero carolingio,
nel periodo degli Ottoni la fedeltà imperiale del capitolo abbaziale – che intanto aveva abbracciato la riforma cluniacense – si tradusse in filo-germanesimo, che proseguì lungo tutto il periodo della lotta per le investiture.
Modalità di visita all’Abbazia di Farfa
La visita è possibile solo con personale dell’Abbazia ed è consigliata la prenotazione.
Per gruppi organizzati, associazioni, tour operator, parrocchie e scuole è obbligatoria la prenotazione da richiedere all’Abbazia.
Orari visita abbazia di Farfa
Il servizio di visite guidate si effettua tutti i giorni con ingresso nei seguenti orari:
- mattina 10:00 – 11:00 – 12:00
- pomeriggio 15:00 – 16:00 – 17:00 – 18:00 (Orario legale: 15:30 – 16:15 – 17:00 – 17:45 – 18:30)
Il giorno della visita è obbligatorio recarsi 15 minuti prima dell’ingresso previsto per ritirare i biglietti.
Informazioni, prenotazioni, visite guidate per singoli e gruppi per Abbazia di Farfa
Tel. 0765.277065 (centralino)
Fax 0765.277152
E-mail: farfamedia@libero.it
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